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Attenzione alle vespe!

RICERCA: LUOGHI/AMBIENTE > Incontri pericolosi



Frequente l'incontro con vespe selvatiche annidate nel terreno.





Cosa fare in caso di punture :

Api e vespe: non tentare di estrarre il pungiglione (solo le api hanno il pungiglione) con le pinzette, meglio farlo «saltare» con un angolo appuntito. Non bisogna spremere, altrimenti si schiaccia il sacco attaccato al pungiglione, inoculando così altro veleno. Per gli effetti locali l’uso di acqua fredda o ghiaccio sono utili, mentre l’ammoniaca può indurre ad un peggioramento dell’irritazione. Si possono usare creme al cortisone e in caso di dolore intenso e persistente analgesici e antinfiammatori da banco, mentre antistaminici e creme anestetiche non servono. Negli adulti sono comunque necessarie più di 100 punture per una dose di veleno letale. Una sola puntura non è pericolosa, se non nel caso di soggetti ipersensibili a rischio di reazione anafilattica. Meglio riconoscere i sintomi: vampate di calore al volto, orticaria, prurito, difficoltà a respirare, vertigini, senso di svenimento, sudorazione, pallore, gonfiore (edema) di volto, occhi, lingua e vie respiratorie, con diversa gravità e combinazione dei sintomi. Edema e prurito possono essere i primi segnali (entro 10-20 minuti dalla puntura) di una crisi: in caso raggiungere il più vicino pronto soccorso. Per questi soggetti sono disponibili kit per autosomministrazione di adrenalina e cortisonici intramuscolari: dopo l’emergenza è bene raggiungere la struttura sanitaria più vicina;


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